Punto di partenza: la lettura della realtà

Quanto ora presenteremo come novità dell’impostazione della proposta educativa oratoriana, prende avvio da ciò che il Vicario episcopale della nostra zona pastorale ha ripetutamente fatto presente: pensare una pastorale che calcoli una diminuzione dei sacerdoti impegnati nella pastorale nella nostra comunità e contemporaneamente una presa di coscienza sempre più forte delle responsabilità dei laici. Pertanto a livello di Pastorale Giovanile abbiamo intuito come possa essere lungimirante impostare la pastorale rivolta ai ragazzi avendo come punto di vista un unico progetto che poi si attui dove meglio si crede e nei luoghi che si ritengano più funzionali all’obiettivo educativo.
Da qui lo slogan: UN ORATORIO PIU’ SEDI.
Siamo consapevoli che questo nuovo volto di chiesa chiede una responsabilità all’intera Comunità Pastorale: pensare una proposta seria, organica ed unitaria da rivolgere ai ragazzi e ai loro genitori sganciandosi dalla visione ormai superata del “si è sempre fatto così”, tentando di custodire schemi preconcetti che anziché far camminare rallentano notevolmente il cammino.

 

A questo proposito siamo convinti che sia necessario e insieme capace di portare frutti il camminare verso una proposta di Pastorale Giovanile che sia integrata con il mondo della scuola, dello sport e di altri ambiti che interessano la vita dei ragazzi.

La gioia di evangelizzare: motore del rinnovamento

Se è assolutamente vero e condivisibile quanto ci viene consegnato dal nostro Vicario episcopale, tuttavia al fondo di quanto stiamo proponendo riconosciamo esserci anche la gioia dell’evangelizzare, cioè la gioia di comunicare a tutti di aver incontrato il Signore nella nostra vita. E questo chiede le forze milgiori e le modalità più nuove per essere vissuta.
«La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù» (Evangelii Gaudium n. 1). Papa Francesco ci dice come non ci possa essere annuncio del Vangelo senza gioia. Lo stesso possiamo dire affermando che non può mancare la gioia nel cuore di chi educa. La gioia è un dono da ricercare ed è una condizione del cuore da richiedere nella preghiera.
È la gioia che ci chiede di accantonare «uno stile di Quaresima senza Pasqua».
Una gioia che diventa palpabile proprio assumendo la sfida dell’evangelizzazione come primaria per la propria vita e per la vita della propria comunità, vincendo il rischio dell’«accidia egoista» (cfr. EG n. 81-83) e scegliendo di essere sempre più «missionari», «in una costante uscita verso le periferie del proprio territorio o verso i nuovi ambiti socio-culturali» (EG n. 30).
I nostri ragazzi hanno bisogno di incontrare il volto di questa gioia cristiana nel nostro volto di educatori e nella relazione fraterna e gioiosa che si può realizzare in una comunità educante.
Ciascun essere umano ha sempre di più bisogno di Cristo, e l’evangelizzazione non dovrebbe consentireche qualcuno si accontenti di poco, ma che possa dire pienamente: “Non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20)» (EG n. 160).

In questo senso ci accorgiamo del fatto che, insieme ad una ristrutturazione della proposta, ogni singola comunità deve far emergere una persona (dove esiste potrebbe coincidere con quella del Vicario dell’Oratorio e dove non esiste, necessariamente un laico) che si prenda a cuore l’attuazione del progetto di PG.

Declinazione della proposta

INIZIAZIONE CRISTIANA
La proposta che viene fatta ai ragazzi individua 3 pilastri per l’IC:

  1. Messa domenicale (nella propria comunità)
  2. Catechesi settimanale (ove si riesce nella propria comunità)
    – Importante è il lavoro di programmazione che le catechiste già fanno come Comunità Pastorale da due anni ed il raccordo con il direttivo fatto da un sacerdote referente per ogni classe.
  3. Attività di animazione:
    – Domenica pomeriggio
    – Feste di inizio anno
    – Appuntamenti:
  • Attualmente ci sono tre raduni speciali proposti dalla Comunità pastorale che vedono coinvolti ragazzi, adolescenti e giovani: il raduno invernale e più in generale la settimana dell’educazione, la serata bianca (che però essendo incastrata nell’Oratorio feriale non sempre c’è il tempo per coinvolgere al meglio i ragazzi) e il Palio di settembre.
  • Per gli adolescenti e i giovani c’è la fiaccolata di Comunità pastorale

CATECHESI MEDIE E ADOLESCENTI

  • E’ assodato il lavoro di equipe di Comunità Pastorale nella programmazione della catechesi per le fasce delle medie e degli adolescenti. In particolare sia l’equipe che si occupa della fascia dei preadolescenti sia quella che si occupa degli adolescenti sono uniche per tutta la Comunità.
  • Il gruppo di terza media nell’incontro settimanale sarà fatto in tre luoghi-poli che raggruppanodue o più comunità.
    1. Geromina, San Pietro
    2. Sant’agostino, Conventino e San Zeno
    3. Castello
  • Il gruppo degli adolescenti lavora insieme per poli
    1. “POLO ARTICO” (Geromina, san Pietro)
    2. “POLO ANTARTICO” (San Martino, Conventino e San Zeno)
    3. Castel Rozzone

GRUPPO 18-19ENNI E GRUPPO GIOVANI
Il gruppo 18-19enni e il gruppo giovani della Comunità Pastorale sono distinti e unitari.

GLI ORATORI FERIALI
I criteri in essere per proporre un Oratorio estivo in ogni Comunità sono stati principalmente due, e cioèche l’Oratorio estivo possa essere una vera esperienza di Chiesa: con una proposta cristiana adeguata e con un numero congruo di ragazzi.

Inoltre presso alcuni Oratori Estivi si è proposta l’esperienza dell’Oratorio feriale cercando adulti volontari che facessero i coordinatori in affiancamento ai Sacerdoti Vicari. Dalla prospettiva del punto di partenza (un Oratorio più sedi) adesso vorremmo riconsiderare la proposta dell’Oratorio feriale: non più sei Oratori feriali, ma un unico Oratorio con due quattro sedi pomeridiane e due sedi (Sant’Agostino e Castel Rozzone) tutto il giorno con mensa compresa.

Starà certamente poi ai genitori, nella responsabilità educatica primaria, scegliere quale Oratorio far frequentare al proprio figlio secondo le proprie sensibilità e tradizioni, avendo però la consapevolezza che qualunque scelta venga fatta è all’interno di un’unica proposta della medesima Comunità pastorale. Questo non è l’esito di una “spending review”, quanto piuttosto di una proposta che l’unica Comunità pastorale offre ai ragazzi della città di Treviglio.

Questa unicità di proposta si rende particolarmente evidente nell’unico volantino di iscrizione alla proposta estiva come anche nella ricerca di un’ armonizzazione dei costi e del periodo. Sulla scelta delle sedi evidentemente sant’Agostino e san Pietro (per le strutture) e san Bernardo (per la lontananza da Treviglio) rimangono gli oratori per il tempo pieno; mentre le altre due sedi possono essere scelte in base al criterio della distanza dal centro, dalla vicinanza in modo tale da non mettere in difficoltà i genitori, dalla collaborazione durante l’anno pastorale del gruppo degli animatori, dalla tradizione.

Ovviamente tutte le forze che ogni Comunità ha al proprio interno vanno a servizio di tutta la Comunità.