Trento Longaretti è nato a Treviglio il 27 settembre 1916, è morto a Bergamo il  7 giugno 2017, all’età di 100 anni.

Tra il 1931 e il 1939 frequentò a Milano il Liceo Artistico prima e l’Accademia di Brera poi, divenendo allievo di Aldo Carpi e compagno di corso, tra gli altri, di Cassinari, Bergolli, Morlotti, Valenti, Kodra.

Il Maestro entrò in contatto anche con Guttuso, Treccani, Birolli, Sassu, Vedova, in virtù del suo avvicinamento al movimento artistico denominato “Corrente”.

Longaretti ha vissuto anche la drammatica esperienza della guerra che lo portò in Slovenia, Sicilia ed Albania.

Nel 1942 – e poi ancora nel 1948, nel 1950 e nel 1956 –  ha partecipato alla Biennale di Venezia; nel 1943 ha esordito con la sua prima mostra personale presso la “Galleria La Rotonda” di Bergamo.

Nel 1953 vinse il Concorso per la Direzione dell’Accademia Carrara di Bergamo e per la Cattedra di Pittura, succedendo ad Achille Funi; sarà Direttore dell’Accademia per ben 25 anni, fino alle spontanee dimissioni nel 1978.

Un viaggio in Russia, compiuto nel 1965, influenzerà molto la sua pittura.

Nel corso della sua carriera ha allestito mostre personali ed antologiche di grande rilevanza presso musei ed istituzioni sia italiane che straniere, inoltre molte sue opere sono conservate in edifici religiosi ed istituzioni di tutto il mondo.

A Treviglio, sua città natale, si custodiscono molti capolavori  del Maestro, di proprietà sia  pubblica che privata, in particolare in molte chiese di Treviglio si possono ammirare opere di grande valore.

Temi ricorrenti delle sue opere sono, oltre a quelli legati al sacro: l’amore materno, l’infanzia, la vecchiaia, gli erranti, la famiglia e i musicanti.

L’artista si è dedicato con passione non solo alla pittura e alla grafica, ma anche all’affresco, all’arte della vetrata e alla tecnica del mosaico.

Il segno di Longaretti è al contempo fluido ed espressivo, i colori luminosi e vivaci. L’utilizzo dei toni caldi e freddi avvicina o allontana le immagini, creando un continuo gioco di profondità. Nelle opere  è sempre presente un’evocazione narrativa che lo avvicina al grande Giotto.

Osservando i suoi dipinti sembra quasi di percepire una musica, simile alle note di un violino, che accompagna i personaggi nel loro avanzare: ne deriva un’atmosfera di grande armonia, dove l’immagine si fa poesia.

OPERE DI LONGARETTI NELLE CHIESE E CAPPELLE DI TREVIGLIO
Basilica di San Martino:

Nel deambulatorio, dietro l’altare, si trova una grande vetrata (realizzata nel  2008) che raffigura nella parte superiore l’Assunzione di Maria al cielo attorniata da angeli; nella parte inferiore vi sono due scene con San Martino di Tours celebrato come Vescovo, che benedice i fedeli. San Martino reca in mano il pastorale ed indossa la mitra.  L’opera è divisa in cinque scomparti e misura circa venti metri quadrati.

Cripta del Santuario della Beata Vergine delle Lacrime: 

Sulla parete dietro l’altare Longaretti ha realizzato un mosaico con l’Agnello Eucaristico su fondo dorato tra due angeli identificati dai rispettivi simboli, il giglio e la rosa ( datato 1959-61).

Ai lati vi sono vetrate policrome con quattro angeli e frasi evangeliche celebranti il sacrificio, (risalenti al 1956). Sul soffitto a crociera un mosaico con il cielo stellato su fondo oro.

Chiesa di San Rocco:

Si tratta di un’opera di età giovanile, risalente al 1946. Longaretti, che abitava vicino alla chiesa, ricevette l’incarico dall’allora parroco don Mario Ferrandi.

Nell’abside della chiesa (nel 1946) vi sono sei episodi tratti dalle Storie di San Rocco.

A sinistra lungo l’arco trionfale dall’alto verso il basso:

Nascita di San Rocco con la croce vermiglia sul petto;

Abbandono dei beni: nella Cappella del castello San Rocco rinuncia alla vita agiata per partire pellegrino

A destra lungo l’arco trionfale dal basso verso l’alto:

San Rocco, percorrendo la via Francigena, riceve ospitalità presso alcuni monasteri;

Ad Acquapendente, tornando da Roma,  incontra e guarisce gli ammalati di peste.

Nell’abside a sinistra in basso:

San Rocco ammalato è in carcere ad Angera accusato di spionaggio

Nell’abside a destra in basso:

San Rocco è proclamato santo. Processione con alti dignitari della Chiesa. Tra le donne raffigura sua madre. Molto probabilmente il chierichetto in primo piano è l’artista stesso. Sullo sfondo è raffigurata la città di Montpellier, dove San Rocco era nato.

Sul catino absidale in alto:

la Gloria, con i simboli: occhio, raggiera ed angeli.

Longaretti dipinge anche il soffitto e le pareti laterali della chiesa.

Sul soffitto immagini simboliche e scritte che richiamano le virtù e i capisaldi della religione cristiana.

Sulla parete della navata destra due Episodi della vita di Gesù affrescati nel 1957:

la Fuga in Egitto, Gesù tra i dottori del Tempio.

Le due immagini si trovano rispettivamente a sinistra e a destra rispetto alla statua policroma in terracotta della Pietà, risalente al Seicento.

Sulla parete della navata sinistra: due Episodi della vita di San Francesco da Paola:

Il Miracolo dei carboni ardenti: il Priore chiedeva il turibolo ma mancava il fuoco, San Francesco da Paola porta i carboni ardenti nella sua veste.

La Traversata dello stretto di Messina: i frati non hanno una barca, San Francesco da Paola crea una barca con il suo mantello.

All’ingresso sulla sinistra: Crocifissione con le anime del Purgatorio:

Il sangue di Cristo redime le anime purgate (1957)

Chiesa di San Francesco:

Longaretti ha progettato due vetrate con le Storie di San Francesco, collocate l’una sulla facciata Nord, sopra l’ingresso, e l’altra sulla facciata Sud, dietro l’altare.

La vetrata sulla facciata Nord, inaugurata il 10 maggio del 1986, fu donata dalla Banca di Credito Cooperativo di Treviglio. Tema dell’opera sono le scene relative ai Fioretti di San Francesco, in nove riquadri, da sinistra a destra, si svolgono gli  episodi della vita del Santo: il Presepe di Greccio, San Francesco alla Porziuncola, Il sogno del Papa, La rinuncia ai beni terreni, San Francesco riceve le stimmate (nel riquadro centrale), la Predica agli uccelli, San Francesco e sorella acqua, San Francesco e il povero, San Francesco e il lupo.

La vetrata sulla facciata Sud posta in opera nella primavera del 1984, pochi mesi dopo l’inaugurazione della Chiesa, fu donata dalla SAME di Treviglio. Tema dell’opera sono le scene relative al Cantico delle Creature. San Francesco, posto al centro dell’opera ed attorniato dal Sole, dalla Luna e dalle stelle, loda il Signore con tutte le sue creature. Da sinistra possiamo vedere: i frutti della terra, gli uccelli, Sorella Morte, il fuoco, gli alberi, gli animali, San Francesco con il sole e le stelle, il  lupo, gli uccelli sui rami degli alberi, una famiglia, la luna, le rocce, l’acqua di una cascata, i  pesci, i fiori e un bosco. La vetrata misura circa 14 metri di lunghezza per 1.80 di altezza nella parte centrale.

Nella chiesa, sulla parete di destra, si trova un mosaico, realizzato dal Maestro nel 2005, raffigurante il Battesimo di Gesù: San Giovanni Battista battezza Gesù nelle acque del fiume Giordano, sullo sfondo le palme.  Il mosaico nella parte superiore segue un andamento curvo a formare un piccolo soffitto stellato. L’opera, realizzata dal mosaicista Peresson, fu offerta dalla Cassa Rurale di Treviglio in occasione dei 300 anni della fondazione dei Padri Monfortani.

Chiesa di San Zeno:

Nella chiesa vi sono 27 vetrate e 6 mosaici ideati da Trento Longaretti negli anni 1998-99.

Le vetrate, realizzate dal vetraio d’arte Tito Toneguzzo con i  figli Fabrizio e Roberto, raccontano episodi della vita di San Zeno ed Episodi evangelici. Le opere sono state realizzate con la tecnica a “Dalles”, un metodo che conferisce particolare intensità al colore.

Parete Nord: Gesù invia i discepoli in missione; San Zeno con le insegne episcopali; L’Annunciazione.

Parete Est: La chiesa degli Apostoli; Gesù risorto incontra Maria Maddalena; La via della Croce;  una serie di otto vetrate che raccontano ciascuna 3 episodi): 1) Caino uccide Abele, Gesù nell’orto degli Ulivi, Il bacio di Giuda; 2) Gesù chiama Abramo, Gesù davanti al Sinedrio, Gesù rinnegato da Pietro; 3) Il Sacrificio di Isacco, Il Giovane ricco, Gesù e Barnaba davanti a Pilato; 4) Dio chiama Mosè dal roveto ardente, Gesù porta la croce al Calvario, Gesù aiutato dal Cireneo; 5) Il miracolo del Mar Rosso, Gesù incontra le donne di Gerusalemme, Trasfigurazione di Gesù; 6) L’alleanza di Sichem, Gesù dona sua Madre all’umanità, La morte di Gesù; 7) Giovanni Battista indica Gesù, Maria di Betania profuma i piedi di Gesù, Sepoltura di Gesù; 8) Gesù risorto e i discepoli di Emmaus, I due discepoli riconoscono Gesù, Gesù risorto interroga Pietro.

Abside: La Redenzione; La Trinità.

Cappella: Gesù lava i piedi ai suoi discepoli; La tenerezza di Dio (3 vetrate: Gesù accoglie il figliol prodigo, L’adultera perdonata, Guarigione del lebbroso); Gesù in croce.

Parete Ovest: Le Nozze di Cana; Gesù incontra la samaritana; Moltiplicazione pani e pesci; Guarigione del cieco; Risurrezione di Lazzaro.

Vano scale: Santo Stefano; Il profeta Davide.

Sacrestia: Giobbe; Il Profeta nella caverna.

I mosaici raffigurano:

Presbiterio: La chiamata dei discepoli; Il discorso della Montagna; la Guarigione dei malati; L’incarnazione (Natività); L’ultima Cena (l’Eucarestia).

Cappella: La Beata Vergine delle Lacrime.

Chiesa Santo nome di Maria alla Geromina:

Si possono ammirare sette vetrate aventi per soggetto la Vita di Maria.

Parete di fondo dietro l’altare a Ovest: L’ Annunciazione (1987);  la Natività (1988)

Parete di destra a Nord: Presentazione al tempio: Le Nozze di Cana (1989)

Parete di ingresso Est: la Pietà; Maria Assunta in cielo tra gli angeli; sotto gli apostoli, a destra e a sinistra tre vetrate azzurre.  (1999)

Parete di sinistra a Sud: Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo su Maria ed i Discepoli) (1990)

Chiesa di Castel Cerreto:

Sulla parete di fondo ai lati dell’altare: a sinistra vetrata con l’Annunciazione, a destra Gesù risorto nella mandorla, benedicente (2007)

Chiesa di San Pietro:

Longaretti ha realizzato nell’abside un grande e raffinato mosaico il cui soggetto è il Mandato di Pietro.

Nella parte alta dell’opera vi sono le scene della vita di Pietro, la Chiamata e La pesca miracolosa.

Nella fascia inferiore sono presenti quattro riquadri dedicati rispettivamente a quattro Papi e alle loro opere più note: Papa Giovanni XXIII e il Concilio Vaticano, Papa Paolo VI e Atenagora, Papa Luciani con i bambini, Papa Giovanni Paolo II in viaggio.

L’opera risale al 1997, misura circa mq. 120 e fu realizzata dal mosaicista Italo Peresson. In basso, sui due lati, sono ritratti i genitori dell’artista inginocchiati.

Nella sacrestia sono conservati i cartoni preparatori dell’opera.

Chiesa di San Carlo:

Sulla facciata  esterna, nella lunetta sopra l’ingresso, Longaretti ha realizzato un mosaico raffigurante don Bosco che benedice due fanciulli, la Vergine delle Lacrime e, sullo sfondo, il Santuario e la Basilica di Treviglio (2015).

L’opera fu realizzata in occasione dei 200 anni dalla nascita di Don Bosco.

ALTRI EDIFICI RELIGIOSI DI PROPRIETÀ PRIVATA: 

Cappella interna Istituto Salesiano:

Sulla parete di destra si  trova un dipinto cuspidato raffigurante la Sacra Famiglia. L’opera  venne inaugurata dal Cardinale Martini nel 1987, in occasione del 90° dell’Opera Salesiana.

Cappella del Collegio degli Angeli:

Nell’abside: in alto una vetrata a gran fuoco raffigurante la  Crocifissione: Cristo è al centro, a sinistra la Madonna, a destra San Giovanni; in basso al di sopra del Tabernacolo: un  mosaico con  l’Agnello Eucaristico,  realizzato quasi interamente su sfondo in  oro.

Nell’arco trionfale, in alto vi è un affresco con le immagini degli Angeli.

Ai lati del presbiterio, nell’arco trionfale sono raffigurate di profilo, a mezzo busto, le effigi delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa.

Nella lunetta sopra la porta di ingresso: affresco con l’Annunciazione a Maria.

Sulla facciata esterna prospiciente via C. Terni vi è il mosaico con la Madonna delle Lacrime (realizzato tra 1968-1969).  

Cappella della Casa di riposo:

Longaretti eseguì le vetrate istoriate in vetrocemento. con i simboli dell’Eucarestia. Una vetrata si trova sulla parete di sinistra proprio in corrispondenza dell’altare e raffigura l’uva ed il grano, simboli del pane e del vino, le colombe ed il sole.

Due vetrate seguono l’inclinazione del tetto e rappresentano pesci, colombe e girasoli.

Un affresco con fondi acquarellati e graffito, realizzato nel 1970 con le immagini della Via Crucis, corre lungo tre pareti, le due laterali e quella dell’ingresso.

Cappella dell’Ospedale S.S. Redentore:

Le opere, realizzate negli anni 1970-71, rappresentano gli Episodi di Carità narrati nel Vangelo. La figura di Gesù compare più volte, raffigurata nell’atto di compiere i miracoli delle guarigioni.

Le  vetrate istoriate, realizzate dalla ditta Poliarte di Verona, sono cotte “a gran fuoco” e legate a piombo, i vetri sono colorati in pasta.

Il maestro portò a termine le vetrate avendo vinto il concorso indetto nel 1968 dall’Ente Ospedaliero.

Longaretti eseguì anche lo studio per la decorazione dei soffitti della Cappella.

L’opera fu  eseguita con la collaborazione degli allievi su suo bozzetto; il Maestro fu anche  direttore dei lavori. La tecnica utilizzata fu la pittura a tempera forte, eseguita dopo l’esecuzione di campioni di colore. La superficie dipinta misura  circa 145 mq.

A cura di Francesca Possenti